La UEFA minaccia il boicottaggio dei tornei FIFA per la privatizzazione dei Mondiali

Scontro tra UEFA e FIFA sulla privatizzazione
La UEFA e le sue 55 federazioni europee hanno annunciato una decisione unanime di non partecipare a nessun torneo organizzato dalla FIFA. Questa protesta è una risposta alla proposta del presidente della FIFA, Gianni Infantino, di cedere parte del valore della Coppa del Mondo a investitori privati. La confederazione europea ha espresso una posizione ferma, dichiarando che la Coppa del Mondo non è in vendita e non può essere trattata come un prodotto di investimento.
La FIFA aveva comunicato l’intenzione di creare una nuova società sussidiaria, la FIFA Forward Enterprise (FFE), del valore di 20 miliardi di dollari, attraverso la quale investitori esterni potrebbero acquisire fino al 21 percento delle quote. La UEFA ha criticato il metodo non trasparente e non democratico della FIFA, sottolineando che una proposta di tale importanza è stata concepita in segreto e portata quasi all’approvazione senza consultazioni significative.
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Le implicazioni del boicottaggio e le reazioni
Il boicottaggio minacciato dalla UEFA, che include le nazionali europee considerate tra le più forti e famose, potrebbe causare un danno significativo all’immagine e all’economia della FIFA. La prima competizione FIFA in programma che potrebbe essere influenzata è il Mondiale femminile Under 20, previsto in Polonia a partire dal 5 settembre, seguito dai playoff del Mondiale femminile a ottobre, che vedranno la partecipazione anche dell’Italia.
La FIFA ha inviato una lettera alle sue 211 federazioni affiliate, spiegando che l’adesione al progetto comporterebbe un pagamento immediato di 20 milioni di dollari una tantum, con aumenti annuali da 2 a 5 milioni di dollari per i quattro anni successivi. In caso di rifiuto, i fondi per le federazioni si ridurrebbero del 75%. L’ultimatum per accettare o rifiutare la proposta scadrà il 19 settembre.
Tra le prime reazioni, il presidente della federcalcio indonesiana ed ex proprietario dell’Inter, Erick Thohir, ha espresso il suo sostegno al piano di Infantino. Ha affermato che il calcio indonesiano necessita di finanziamenti per continuare la sua trasformazione, che ha visto la nazionale passare dalla 174ª alla 118ª posizione in classifica.
Posizioni internazionali e future scadenze
La UEFA ha ribadito che la sua opposizione va oltre la procedura, sostenendo che l’ingresso di capitali privati cambierebbe per sempre il calcio, subordinando le decisioni future agli interessi degli azionisti piuttosto che al bene del gioco. La confederazione ha dichiarato che non darà mai legittimità a questo modello e che nessuna nazionale UEFA parteciperà a competizioni FIFA finché le proposte non saranno ritirate completamente e non verranno fornite garanzie vincolanti contro la privatizzazione.
Anche altre confederazioni hanno espresso posizioni diverse. Il presidente dell’AFC, Salman bin Ibrahim al-Khalifa, ha ribadito che il progetto FIFA “mina le fondamenta del calcio”. Al contrario, il presidente della CAF, Patrice Motsepe, ha invitato le sue federazioni a una riunione per esaminare il progetto, con l’obiettivo di “sostenere l’aumento delle risorse finanziarie”. In Europa, nazioni come Inghilterra, Germania e Spagna hanno mostrato una posizione intransigente, mentre la Repubblica Ceca si era inizialmente mostrata favorevole, per poi riallinearsi con la UEFA.
Oltre all’ultimatum del 19 settembre, un’altra data importante è la fine di ottobre, entro la quale gli investitori dovrebbero versare le proprie quote per assicurare la liquidità per i 40 milioni di dollari promessi agli aderenti. Inoltre, il 16 novembre è la scadenza per la presentazione delle candidature per le elezioni presidenziali del 2027, per le quali Infantino ha già annunciato la sua ricandidatura.
In questo contesto, in Europa sta crescendo l’ipotesi di contrapporre a Infantino la candidatura di Nasser Al Khelaifi, proprietario del PSG. La CONCACAF, che riunisce 41 nazionali, ha indetto una riunione di emergenza per il 30 luglio per discutere la situazione.
Source: gazzetta.it